“Nove” di Edoardo Erba al Teatro Vittoria, in scena i drammi dell’uomo contemporaneo

Claudia Crisafio e Massimiliano Franciosa

di REDAZIONE –

Diciotto personaggi ma solo due interpreti: un uomo e una donna. Tra comico e surreale, i drammi dell’uomo contemporaneo in nove commedie concentrate –

ROMA – Torna in scena lo spettacolo “Nove” di Edoardo Erba, con Claudia Crisafio Massimiliano Franciosa, dal 19 al 24 marzo al Teatro Vittoria di Roma per la  regia di Mauro Avogadro. Diciotto personaggi ma solo due interpreti – un uomo e una donna – che si trovano ad affrontare situazioni e relazioni differenti tra passato, presente e futuro… Nove frammenti. Non sketch o schizzi, ma commedie concentrate in dieci minuti. In poche battute, dopo aver delineato i personaggi, l’autore tira dritto al punto di svolta, al colpo di scena. I temi e i soggetti delle scene sono diversi, ma lo stile è comune: l’autore parte da situazioni quotidiane concrete, molto riconoscibili e “flettendo” la realtà fa decollare la vicenda che in pochi minuti sconfina nel surreale.

L’abilità della scrittura sta tutta nella rapidità della costruzione: nessun mattone è sprecato, e ogni dettaglio ha una doppia lettura, che si rivela appieno solo nel finale. Gli interpreti sono sempre due, un uomo e una donna, ma le situazioni che devono affrontare e i loro rapporti sono in ogni scena molto differenti. Il che consente agli attori di esibirsi in una prova di abilità e trasformismo, perché di volta in volta diventano i protagonisti di un’intervista televisiva, una coppia di vecchi in un parco, due giovani in cerca di mobili all’Ikea, una studentessa e un professore in un modo di nuove religioni, un illusionista con la sua agente, una cliente al  test drive di un’automobile, una segretaria e un killer, una coppia in ospedale di fronte a una drammatica decisione, due amici a rivedere una storica partita di calcio il cui risultato inaspettatamente cambia.

La regia è costretta a trovare soluzioni creative per l’ambientazione di nove scene molto differenti fra di loro. Il mondo dell’illusionismo – citato in uno degli sketch – fa da guida: ogni cambio scena e costume è una piccola magia, intriga e stupisce.  Nonostante la serietà dei temi, il registro è comico, e l’impatto sul pubblico è quello di uno spettacolo prensile, capace di coinvolgere e di divertire.  Per chi conosce la scrittura di Erba, “Nove” è un piacevole slalom fra i suoi temi preferiti. Per chi non la conosce è un modo per accostarsi alla sua drammaturgia, che affronta con leggerezza e divertimento ma non senza profondità, i drammi dell’uomo contemporaneo.

Orari spettacolo: Martedì, giovedì, venerdì e sabato: ore 21
Mercoledì: ore 17 – Domenica: ore 17,30.

Copyright©2019 Il Graffio, riproduzione riservata