di REDAZIONE –
Alle celebrazioni nel Giardino Comunale sono invitati 155 ragazzi e ragazze nati nel 2001 –
GROTTAMMARE – Il testo della Costituzione italiana ai diciottenni dell’anno per le celebrazioni della Festa della Repubblica. Come da qualche anno a questa parte, l’Amministrazione comunale intende condividere i valori della ricorrenza con i più giovani: l’invito ai festeggiamenti del 2 giugno questa volta è stato spedito a 155 ragazzi nei diciottenni o in procinto di diventarlo nel corso dell’anno. Per loro, le “chiavette della Città”: non solo un pratico supporto informatico di largo uso, ma un modo “smart” per far conoscere la Legge fondamentale della Repubblica italiana e lo Statuto comunale, con l’augurio di diventare cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. É pronto, dunque, il programma dell’iniziativa che si svolgerà domenica 2 giugno nel Giardino Comunale. L’apertura delle celebrazioni è affidata alla Corale Sisto V, con il concerto che avrà inizio alle ore 11. Seguiranno i saluti delle istituzioni locali e la cerimonia di consegna delle “Chiavette della Città” (11.45 circa). L’iniziativa è organizzata dalla Presidenza del Consiglio Comunale ed è aperta a tutta la cittadinanza.
Il ricordo al giurista Pietro Calamandrei ispira l’invito rivolto ai ragazzi: «Per mettere in evidenza l’origine e la grandezza della nostra Carta – si legge nella lettera firmata dal sindaco Enrico Piergallini e dal Presidente del Consiglio comunale Stefano Troli – vorremmo ricordare le parole di Pietro Calamandrei, giurista membro dell’assemblea costituente, il quale ebbe a dire a dei giovani universitari “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”. Vorremmo dunque sollecitare i giovani a non dimenticare mai queste parole e a non pensare che quello che è stato conquistato sia garantito per sempre: tutto ciò deve essere quotidianamente coltivato con l’impegno culturale, sociale e politico nella nostra Città e più in generale nella società».
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