di ELIANA NARCISI (ELIANA ENNE) –
Sorridono felici, hanno appena ricevuto il Premio Nobel per la Chimica ed è la prima volta che nella scienza viene premiata una squadra di ricerca tutta al femminile. Sono la francese Emmanuelle Charpentier e l’americana Jennifer Doudna, le ricercatrici che hanno ideato e messo a punto il sistema CRISPR/Cas9, l’incredibile rivoluzionaria tecnica delle cosiddette “forbici molecolari” che taglia, rimuove e ricuce tratti di DNA con altissima precisione, usando una proteina che si trova in un batterio della famiglia degli streptococchi. Uno strumento di ingegneria genetica potentissimo che permette di mutare il DNA delle piante, di microrganismi, ma soprattutto degli esseri umani, consentendo di correggere difetti genetici che nell’uomo provocano malattie gravissime e aprendo la strada al sogno di curare non solo i tumori ma anche le patologie ereditarie.
La mutazione permanente del DNA è una scoperta che costituisce un potere enorme e, di conseguenza, pone grosse questioni etiche, ma questo le due scienziate lo sanno bene. Era il 2018 quando la chimica francese Charpentier illustrava i suoi studi al Summit sul genoma umano a Hong Kong e lo scienziato cinese He Jiankui annunciava di aver alterato il DNA degli embrioni di sette coppie che si stavano sottoponendo a cure per la fertilità, per far nascere i primi bambini geneticamente modificati, resistenti a una futura possibile infezione da HIV. Lei ne aveva preso subito le distanze, dichiarando pubblicamente che non è mai stato questo lo scopo per cui aveva passato la vita in laboratorio. Lui oggi è in carcere, condannato per pratica medica illegale.
«Questi riconoscimenti devono rappresentare un messaggio positivo per le donne che vogliono seguire la strada della ricerca, – dichiarano le due ricercatrici – perché possono avere un forte impatto nella scienza». E hanno ragione. Pensiamo anche all’astrofisica Andrea Ghez, che ha appena vinto il Nobel per la Fisica per aver dimostrato l’esistenza del buco nero supermassiccio Sagittarius A* al centro della Via Lattea. Insomma, che sia col telescopio o con un microscopio, a quanto pare sono le donne scienziate che ci porteranno oltre i confini del mondo conosciuto.
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