di ELIANA NARCISI (ELIANA ENNE) –
Succede che una donna abbia una relazione sentimentale e mandi al suo fidanzato delle sue foto intime e poi, quando i due si lasciano, lui decida di pubblicare tutto su una chat di amici. La moglie di uno di questi riconosce nella donna la maestra di suo figlio. Decide di divulgare le foto fra le altre mamme della stessa scuola e, quando la vittima lo scopre, la minaccia perché se si azzarda a denunciare qualcuno andrà dalla Dirigente scolastica e la farà licenziare. La maestra denuncia. La donna va dalla Dirigente, che convoca la maestra e la induce a dimettersi.
Succede che una ragazzina di diciotto anni vada a una festa e qui, dopo esser stata drogata con un mix di sostanze stupefacenti, viene segregata, seviziata e violentata per ore. La vittima trova la forza per denunciare, ma lo stupratore viene definito da tanti come un geniale imprenditore un tantino eccentrico mentre lei viene accusata di essersela cercata. Soprattutto da altre donne più adulte di lei. Perché se vai a una festa in cui si dice che circoli droga, allora meriti lo stupro.
Succede che una giovanissima ragazza della Guinea faccia naufragio nel Mediterraneo centrale insieme a tanti altri disperati in fuga dalla miseria, dalla guerra, dalla violenza, in cerca di una possibilità, di un futuro migliore. Perché forse nessuno ci pensa mai abbastanza, ma per rischiare la vita devi essere davvero disperato. La ragazza viene salvata da una Ong, è molto provata ma trova la forza di gridare che in mare c’è ancora suo figlio. «I loose my baby! Where is my baby!» grida con tutto il fiato che le è rimasto nei polmoni mentre ancora vomita l’acqua salata del mare. «Ho perso mio figlio! Dov’è mio figlio!». È la madre di Joseph, un bambino di sei mesi. I soccorritori riusciranno a ripescare anche lui, ma purtroppo è morto. Il video di quanto accaduto è stato reso pubblico dagli stessi soccorritori per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma sono tanti, troppi i commenti di chi accusa la ragazza di non essere stata una buona madre, perché ha esposto il figlio alle incognite e al pericolo di un tale viaggio.
Succede che oggi nel mondo si festeggia la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Lo stesso mondo di cui fanno parte gli uomini che tradiscono la fiducia delle donne rendendo pubblico ciò che è stato loro affidato in forza di un sentimento, le donne che per questo le offendono o le fanno licenziare, gli uomini che le stuprano, le donne che dicono che se l’è cercata, gli uomini che per denaro le mercificano, le buttano in alto mare, le persone prive di compassione che le accusano di non essere brave madri. Eh già, perché ci sono tante forme di violenza e non sempre i carnefici sono solo uomini. Ed è violenza anche quella che non lascia lividi.
Copyright©2020 Il Graffio, riproduzione riservata