di REDAZIONE –
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso” ha inviato alla Regione Marche, ai Comuni di San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno, Asur Marche, Area Vasta 5, e alle relative autorità competenti, una proposta di progetto di revisione, razionalizzazione e riorganizzazione dell’Ospedale Madonna del Soccorso per l’efficientamento dei servizi sanitari in periodi emergenziali e di attività ordinaria. Di seguito riportiamo il testo. (Per visionare il Pdf integrale del Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”, clicca qui Proposta ripristino MdS)
«Spett.li Autorità, il Comitato Salviamo il Madonna del Soccorso, nella persona del Presidente dott. Nicola Baiocchi, considerati i molteplici segnali di evidenti carenze organizzativi nell’affrontare il presente periodo di emergenza sanitaria, con tutte le criticità che derivano da mancata pianificazione e da decisioni non conformi ai criteri di efficienza, si permette di sottoporre alla Vostra attenzione un progetto di riorganizzazione dei reparti, servizi, personale, posti letto dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto, che permetterebbe di affrontare in modo soddisfacente e tempestivo sia l’attuale periodo pandemico, che presumibilmente non avrà breve durata, sia le future emergenze epidemiche. E senza compromettere l’operatività e l’accesso alle cure dei malati “ordinari”, che da molti mesi subiscono ritardi negli interventi, nelle prestazioni e negli esami, con conseguenze che saranno palesi in termini di aggravamenti, costi e, purtroppo in non pochi casi, perdite umane. Ciò anche considerando il sovraccarico degli altri ospedali, dal Mazzoni di Ascoli che non riesce a smaltire le esigenze del proprio territorio e contemporaneamente degli utenti della fascia costiera, densamente popolata, con un grande numero di anziani che ogni inverno sono ricoverati per le conseguenze degli stati influenzali. Come pure una rilevante percentuale di soggetti con malattie cardiovascolari, che comportano interventi tempestivi ed esigono massima efficienza operativa.
Il progetto tecnico presentato dal Comitato, e messo a disposizione della Comunità intera, è stato attentamente studiato da tecnici esperti sulla base di dati ufficiali di AV5 relativi alle degenze, ai posti letto, alle esigenze epidemiologiche nonché sulla probabilità concreta che a questa emergenza pandemica, che potrebbe durare per almeno tutto l’inverno, ne potranno seguire in futuro altre, Covid o no Covid. Diventa pertanto imperativo e improcrastinabile, per non generare una più grave e parallela emergenza (già iniziata) relativa alle malattie c.d. ordinarie, organizzare e strutturare gli ospedali ed i reparti in modo da essere pronti, in qualsiasi momento ed in poco tempo, ad affrontare ogni eventualità ed esigenza, in sicurezza e senza compromettere il diritto alle cure della popolazione costiera e di quella limitrofa dell’entroterra.
Naturalmente molti soggetti politici, soprattutto quelli che hanno dimostrato poca chiarezza e produttività negli ultimi lustri, visto l’approssimarsi delle elezioni comunali nel Comune più popoloso della nostra provincia, stanno cercando di deviare il dibattito politico e sociale sulla pretestuosa necessità di fare immediatamente pressione sulla Giunta regionale in merito all’attribuzione formale al nostro territorio di un nuovo e moderno ospedale costiero. Tale finalità rientra nella realizzazione dei giusti diritti conferiti dalla legge al nostro territorio, e si pone a pieno titolo tra gli obiettivi statutari prioritari del Comitato, ma riteniamo di assoluta urgenza in questo drammatico frangente storico, archiviata definitivamente la questione della fantomatica eccellenza di Pagliare, puntare la nostra attenzione sul superamento di questa emergenza, drammatica dal punto di vista non solo sanitario, ma anche sociale ed economico, cercando di ovviare alle mancanze e inefficienze organizzative create e perpetuate da decisioni politiche che qui ci limiteremo a definire inique e non basate su dati e criteri tecnici.
Ci riserviamo quindi, a emergenza superata, di riaprire il dibattito pubblico sul nuovo ospedale costiero, come sempre in conformità a quanto prescritto dalle leggi regolatrici della materia, al netto di ogni inopportuna speculazione politica. Auspichiamo vivamente che la nostra proposta, redatta da chi del nostro ospedale Madonna del Soccorso conosce ogni centimetro, possa essere utile alle Autorità sanitarie regionali e locali, quale contributo tecnico al problema che ci interessa tutti, e che possa ricevere la Vs. attenzione, pur con gli adeguamenti e le verifiche che potrebbero rendersi concretamente necessari».
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