90 anni dall’inaugurazione del lungomare. Circolo dei Sambenedettesi:«In programma un docufilm»

(foto Wikipedia)

di REDAZIONE –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oggi, domenica 31 luglio, giorno della Festa della Madonna della Marina, sono 90 anni dall’inaugurazione del Lungomare di San Benedetto. Il Circolo dei Sambenedettesi lo ricorda all’intera città perché magari passeggiando su uno dei più importanti lungomari italiani chiunque possa riflettere sulla scelta allora avvenuta di dare a San Benedetto un volto turistico che è ancora oggi la principale immagine dell’offerta balneare della nostra città. «Il nostro primo pensiero va a Luigi Onorati che con una visione avveniristica e una capacità professionale di assoluto rilievo, fu protagonista della grande opera progettuale e ne guidò la rapidissima realizzazione. – scrive in una nota stampa il Circolo dei Sambenedettesi – A lui deve andare un omaggio della città più visibile e significativo del piccolo Largo Onorati vicino al Monumento dei Caduti. Il Circolo gli dedicherà un film documento incentrato sulla fase di progettazione e di realizzazione nel 1932 del nucleo di opere che trasformarono il centro cittadino (sua anche la progettazione della Palazzina Azzurra) e che determinarono una svolta storica che diede al borgo peschereccio una vocazione turistica che ancora oggi ci caratterizza». Il film verrà proiettato alla Palazzina Azzurra il 12 agosto in occasione della tradizionale Serata Azzurra che il Circolo dei Sambenedettesi organizza ogni estate. «Facciamo un appello ad enti e istituzioni – aggiungono dal Circolo dei Sambenedettesi – perché questa straordinaria ricorrenza abbia la visibilità che merita e sia valorizzata con eventi adeguati nel corso del 2022. Il Circolo lo farà come sempre nella sua veste di “Istituto per la conservazione del dialetto e delle tradizioni popolari” ritenendo fondamentale che non ci sia nessuna perdita della memoria in una città che deve guardare alla propria storia per costruire il futuro, e prendere esempio dalle grandi opere del passato per avere una visione adeguata dei passaggi che il presente ci impone e che possono trovare illuminazione dalla riscoperta delle radici».

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