di REDAZIONE –
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le associazioni Lac (Lega Abolizione Caccia) e Lav Marche (Lega Anti Vivisezione), intervengono nuovamente sulla questione del circo con gli animali che in questi giorni si trova in città. Di seguito riportiamo la nota stampa giunta in redazione:
«Nel 2020 la Lac e la Lav segnalarono al Comune di San Benedetto lo stato di detenzione di un esemplare di elefantessa nel circo Circo Madagascar attendato sul proprio territorio, in contrasto con quanto stabilito dalle linee guida Cites per la detenzione degli animali nei circhi. Le Linee Guida Cites vietano la detenzione di un solo esemplare di elefante. Infatti questi animali se privati dei loro simili, con cui in natura scambiano profonde e complesse relazioni, soffrono moltissimo, sofferenza che si aggiunge a quella della prigionia e dello stress causato da esercizi innaturali e prodotti da addestramenti spesso crudeli. Malgrado la situazione invariata dell’elefantessa, il Comune di San Benedetto del Tronto ha deciso nuovamente di autorizzare l’attendamento del suddetto Circo. Ancora una volta non si è voluto tener conto del fatto che il vigente “Regolamento Comunale Tutela e Benessere Animali” consente l’autorizzazione esclusivamente ai circhi in regola con la normativa Cites, in questo caso disattesa.
Di fronte a tale situazione, le associazioni Lac Ascoli Piceno (Lega Abolizione Caccia) e Lav Marche (Lega Anti Vivisezione) in data 5 agosto hanno inviato formale diffida al sindaco Spazzafumo per chiedere il rispetto del Regolamento Comunale e l’immediata revoca dell’autorizzazione all’attendamento del Circo. L’uso degli animali nei circhi è ormai riconosciuto retaggio del passato, fonte di traffici di animali allevati in cattività o catturati cuccioli in natura, uso diseducativo, specie per bambini, della sofferenza spacciata per divertimento e allegria. Alla luce di questa ormai assodata convinzione è stata approvata la nuova Legge sullo spettacolo che prevede la dismissione graduale dell’uso degli animali nei circhi. Si attende che vengano emanati i decreti attuativi. In attesa che finalmente accada alcuni Comuni lungimiranti si sono dotati di Regolamenti che cercano di limitare la possibilità di attendamento dei Circhi con animali, favorendo spettacoli con gli artisti umani, sicuramente sostenuti e ammirati in maniera incondizionata da tutti (vedi Le Cirque du Soleil). I consistenti contributi elargiti ai circhi dalla Stato potrebbero essere usati per formare nuovi e moderni circensi.
Il Comune di San Benedetto è stato tra i primi a dotarsi di un valido Regolamento e le Associazioni e i cittadini si aspettano che venga rispettato dall’ente stesso che lo ha emanato. Le Associazioni attive sul territorio con i loro volontari, i cittadini si aspettano che i controlli e i sopralluoghi preventivi al rilascio del permesso siano accurati e in linea con quanto stabilito dalle normative. Stupisce che si ritenga accettabile la sola certificazione del veterinario del circo secondo cui l’Elefantessa, ormai vivente da anni con cammelli e zebre, considera questi come suo nuovo branco. É inaccettabile una simile banalizzazione di tutte le leggi e le evidenze scientifiche, oltre che un tentativo di aggirare la normativa, con un precedente che consentirebbe di legalizzare ogni tipo di irregolarità nella detenzione di qualsiasi specie. Sta suscitando enorme eco un filmato diffuso sui social, girato poche sere fa all’esterno del circo Madagascar, in è visibile un addetto del circo si scaglia contro alcuni animali dentro i loro recinti.
Forse il Sindaco Spazzafumo, che ha chiesto in poche ore un certificato da parte dell’Asur che ha rilevato il non maltrattamento di un fatto avvenuto la sera prima, dimenticando che solo un Giudice può stabilirlo, e l’”opinione” dei circensi, si è reso conto in prima persona che quello che è stato filmato sul suo territorio, e proprio da un minore, non è lo spettacolo più bello da offrire ai suoi concittadini. Come massima Autorità sul territorio e garante del benessere di persone e animali, ci si sarebbe aspettato che avesse ordinato, in attesa di chiarimenti, l’interruzione degli spettacoli e avesse inviato il filmato in Procura per gli accertamenti di legge. Ci auguriamo che quanto accaduto sia fonte di riflessione e di consapevolezza per tutti».
LAC Ascoli Piceno, Sabrina Simonetti
Referente LAV per le Istituzioni delle Marche,Maria Aquila
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