di ALESSANDRA MORELLI –
Un bellissimo raccontino di Alessandra Morelli: dentro possiamo trovare il blu e un pizzico del nostro amato Nazareno Luciani che adesso ci sorride da lassù –
C’è almeno una dozzina di ragguardevoli dettagli da conoscere sul #blu. Nei testi antichi non esistono termini per indicare questo colore: non ne parlano la Bibbia, i Greci e neppure Omero. I primi umani ad aver distinto il blu furono egiziani, afghani e napoletani. Per secoli il “vero blu” fu considerato quello oltremare, colore che Michelangelo non poteva permettersi perché costava troppo, così come Turner, Renoir e Van Gogh, che ne utilizzavano una sintesi più economica, il blu cobalto, smerciato da certi francesi. Il blu di Prussia nacque dall’errore di un fabbricante di pigmenti che, dopo aver triturato migliaia di esemplari femmina di cocciniglia per ottenere il colore carminio, fece inavvertitamente cadere del sale di potassio nel sangue dell’animale, ottenendo così un blu scuro. Il blu #estoril è un blu metallizzato per le carrozzerie delle automobili, che, se confuso con il blu Cina, ha il potere di far cadere di muso anche il più scapigliato dei first gentleman. Blu è il “colore del mare”, rosso è il “colore del vino” e la curva della @u.s.sambenedettese canta l’ennesima resurrezione. Anche la mostra che avevamo scritto #NazarenoLuciani ed io sarebbe stata blu. Ma poi chissà.
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