“Iniziativa Promossa dall’Associazione AGAPE Caffè Letterari d’Italia e d’Europa”
MARTEDI 17 DICEMBRE 2024
LA NOTTE DI SANTA LUCIA
L: «Ho sentito dire che la notte tra il 12 e il 13 dicembre arriva nelle case dei bambini Santa Lucia. Bisogna accoglierla lasciandole il fieno per il suo asino, quello con cui viaggia, e del latte caldo per ristorarla dalla fatica e dal freddo.» Dice Luigi al suo amichetto Giulio di due anni più grande che subito ribatte:
G: «Sì, sì è vero me lo hanno detto anche a scuola e la maestra ci ha spiegato che prima dobbiamo scrivere una letterina a Santa Lucia, una lettera di buone intenzioni dove possiamo esprimere anche un desiderio.»
L: «Davvero! Che desiderio dobbiamo esprimere?»
G: «Beh, dipende da te. Mica solo i giocattoli sono importanti, sai? Anche un bel libro da leggere è un desiderio.»
L: «A me piacerebbe tanto che a mio nonno spuntassero dei denti nuovi così potrebbe mangiare il torrone che gli piace tanto. Adesso non può mangiarlo e mica solo il torrone! La nonna gli prepara sempre la minestra o le patate schiacciate, la carne frullata. A me dispiace perché lo vedo triste. I denti davanti ormai non ce li ha più!»
G: «A me invece piacerebbe tanto se Santa Lucia potesse aiutare la mamma nei lavori di casa, magari regalandole un robottino che pulisce mentre lei si riposa in salotto a leggere un bel libro.»
L: «Sì però anche io vorrei qualcosa per me, non so, una bicicletta nuova fiammante per correre sulla ciclabile, per esempio, da condividere con mio fratello più piccolo.»
G: «Io invece desidero per me un paio di sci.»
L: «Perché, sai sciare tu?»
G: «No, ma vorrei imparare.»
L: «Ma tu sei sicuro che oltre a esaudire i desideri Santa Lucia porterà dei doni?»
G: «Sabato all’oratorio dicevano così però la catechista ci ha spiegato che bisogna anche pregare.»
L: «Ma io non so pregare! La nonna prega, ha una collana lunga con tanti granelli tondi tondi e io la vedo che la tiene in mano e prega. Devo chiedere a lei come fa un bambino piccolo come me a pregare.»
G: «La catechista dice che basta parlare con Gesù o con i santi. Tu devi raccontargli quello che senti nel cuore, ti confidi insomma, poi vedrai che ti sentirai la pace nel petto.»
L: «Mica gli posso dire le mie marachelle, ti pare?»
G: «Certo che sì, così Santa Lucia ti aiuterà a chieder perdono a chi hai fatto un dispetto per esempio.»
L: «Ma poi se Lei sa tutte queste cose il regalo me lo porta lo stesso?»
G: «Se tu sei dispiaciuto per quello che hai fatto, sì.»
L: «Schhh, arriva la mamma!»
M: «Bambini, è ora della merenda, andate a lavarvi le mani! Ma cosa stavate confabulando?!»
L: «Niente mamma, dice Luigi, ci raccontavamo le cose di scuola. Giulio mi voleva aiutare nei compiti.»
M: «Bene, ora una pausa ci vuole però.»
Aggiunge la mamma: «Avete sentito parlare di Santa Lucia? è la santa che esaudisce i desideri dei bimbi buoni. Voi lo siete?»
Giulio e Luigi si guardano negli occhi poi corrono a nascondersi dietro alla tenda del salotto.
Meglio non farsi scoprire.
M: «Ma dove siete finiti?! Vi ho portato la cioccolata calda con i biscotti, venite fuori furfantelli!»
M: «Ricordatevi di scrivere la letterina a Santa Lucia che domenica andremo tutti nel piazzale davanti alla chiesa e dovrete far volare in cielo la letterina che attaccheremo a un palloncino colorato. Li lanceremo tutti insieme, sarà una grande festa, poi aspetteremo la notte magica di Santa Lucia. Io preparerò dei biscotti dolci, il papà si procurerà un po’ di fieno per l’asino e pure una carota. Voi invece dovrete fare i bravi e andare a letto presto quella sera, senza capricci, altrimenti il vostro desiderio non si esaudirà!»
Luigi e Giulio furono obbedienti e scrissero sulla letterina quello che si erano detti quel pomeriggio: denti nuovi per il nonno e bicicletta fiammante per Giulio, un robottino per Adele, la mamma di Luigi e anche un paio di sci per cominciare a sciare per lui.
Che emozione vedere tutti quei palloncini che volavano nel cielo! Una grande festa finita poi nel salone dell’oratorio a giocare spensierati. Prima però avevano provato a dire una preghiera alla Santa, ognuno per conto proprio, in silenzio.
A scuola sul calendario dell’avvento ogni giorno si apre una nuova finestrella. Oggi è il 12 dicembre, l’aspettativa è grande nei cuori di ciascuno, i preparativi fervono. L’attesa è magica. Luigi per la grande emozione non riesce nemmeno a finire la cena. Giulio corre sempre alla finestra, sembra voglia nevicare. Chissà se Santa Lucia riuscirà ad arrivare!
Luigi da un ultimo sguardo alla tavola prima di andare a letto.
La mamma ha preparato la tazza con il latte e i biscotti che ha fatto nel pomeriggio, il papà ha lasciato il fieno in un angolo del cortile di casa insieme alle carote. È tutto pronto. Bisogna andare al letto.
Luigi ci prova a chiudere forte gli occhi aspettando il sonno ma ogni piccolo rumore lo fa sussultare. Un cigolio lo tiene desto, forse è lei, chissà. Un soffio di aria gelida sembra attraversare la stanza. Forse Santa Lucia è appena entrata in casa, chissà. Luigi tira su la coperta ma con un occhio cerca di vedere nel buio. Gli sembra di scorgere una luce fioca in cucina, rumore di tazze, una sedia si sposta. Un sospiro. È lei! Oddio e adesso, verrà in camera? Pensa il bimbo tra l’impaurito e l’emozionato. Un passo lento e strascicato si avvicina al letto. Luigi resta immobile con gli occhi chiusi e il cuore in tumulto. Poi una mano accarezza piano i suoi riccioli. È un momento, un momento che dura una vita. Di nuovo il rumore di passi, più svelti ora, quasi a voler nascondere la propria presenza. Poi di nuovo il vento gelido che arriva dall’ingresso dove si apre l’uscio di casa.
Il silenzio torna. Pesante, pieno di incognite e aspettative. Luigi non sa che fare. Prova a guardarsi intorno, ma non riesce a scorgere nulla. Non può alzarsi dal letto. Mamma e papà se ne accorgerebbero e lo rimprovererebbero. Meglio provare a dormire. Chissà che succede a casa di Giulio, ci sarà già passata Santa Lucia? Giulio è andato a letto presto. La mamma non ha avuto tempo di preparare niente per Santa Lucia, così lui stesso ha cercato due carote in frigo e le ha messe sul davanzale della finestra. Poi in maniera goffa ma piena di gentilezza ha preso una tazza dove ha versato un po’ del latte che la mamma aveva lasciato in un bricco per la colazione dei suoi figli. La mamma esce presto al mattino, prima che Giulio si svegli, perciò lascia la colazione pronta. Non si è ricordata che stanotte passerà Santa Lucia. Giulio così decide di mettere un pezzo di pane su un piattino e di andare a dormire.
Al mattino ha trovato un foglio piegato vicino a quella tazza ormai vuota. «Grazie per la tua generosità Giulio, avevo proprio bisogno di un pezzo di pane con del latte tiepido. L’ho molto gradito. Non mi sono dimenticata di te, ma visto che sono tanto stanca passerò domattina visto che è domenica a lasciarti ciò che più desideri. Un bacio. Santa Lucia».
Giulio è felice e stringe quel biglietto che velocemente corre a nascondere sotto al cuscino.
Luigi invece quando è andato a fare colazione ha scoperto il nonno che rosicchiava un tozzo di pane. Aveva tutti i denti in bocca e sorrideva. Che felicità, era corso subito ad abbracciarlo e non si era neppure accorto del gran pacco che era posato in giardino. «Per Luigi». Se ne è accorto solo al momento di uscire di casa ed ha urlato di gioia. Il regalo che desiderava era già lì. Una bicicletta rossa fiammante con un biglietto attaccato sul manubrio: «Stai attento e non andare mai in strada da solo, usala solo in cortile quando non ci sono mamma e papà». La firma è tremolante, ma è quella di Santa Lucia. Che emozione!
Allora è tutto vero, Santa Lucia va di casa in a casa la notte tra il 12 e il 13 dicembre. Chissà quanto freddo avrà preso e quanto sarà stanca adesso! Con questo pensiero Luigi si avvia verso scuola. È curioso di sapere cosa è successo agli altri compagni e soprattutto all’amico del cuore, Giulio. Si vedono da lontano e si corrono incontro. Sono entrambi felici. Giulio sa che dovrà aspettare, ma la lettera di Santa Lucia è piena di promesse e poi la notte del 13 dicembre, giorno dedicato a questo personaggio così importante e venerato, verrà solo a casa sua. Un privilegio da non condividere con nessuno. È un segreto bellissimo. Non lo dice nemmeno a Luigi, vuole tenerlo per sé. Gli racconta di essersi svegliato tardi e di aver visto soltanto un biglietto di ringraziamento vicino alla tazza. Nel pomeriggio guarderà meglio. Lunedì gli racconterà ogni cosa.
Anche Giulio riceverà la sua sorpresa. Domenica mattina ecco che in un angolo c’è un piccolo elettrodomestico per la pulizia della casa con un biglietto “per mamma Adele” e poco più in là un paio di sci usati con un foglio di carta attaccato sulla punta: «Sono gli sci di un campione, li ho presi per te. Abbine cura».
Margherita Bonfilio
Margherita Bonfilio nata a Penne (PE), docente di Informatica, appassionata di teatro, letteratura, poesia, giornalismo. Partecipa attivamente all’attività letteraria e giornalistica. Ambasciatore di pace per la poesia dal 2019. Premiata per la poesia alla Camera dei Deputati nel 2022, al Senato della Repubblica e al Parlamento Europeo di Strasburgo nel 2023. Ultime sillogi poetiche “Il vaso di Pandora” CTL editore e “La stanza dei segreti” SBS Edizioni, Premio Internazionale per la Letteratura al Festival Spoleto Art 2023. Narrativa: “Storie Fantastiche” A&A M. Carocci edizioni e “Oltre la siepe” Di Carlo Edizioni Campiello 2023. Presente al Salone del libro di Torino con poesia e narrativa nel 2022 e 2023.”La stanza dei segreti” e “Oltre la siepe” sono presenti alla Fiera Internazionale del libro di Francoforte (ottobre 2023). “La stanza dei segreti” selezionata alla Biennale di Milano 2023 e a Casa Sanremo writers 2024 viene proposta alla II edizione del Premio Strega Poesia. Candidata al Premio Nobel per la Letteratura 2024.
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